Artrosi: approfondimenti



La meniscopatia degenerativa e le Condropatie


L'Artrosi del Ginocchio o GONARTROSI è la patologia più diffusa in ambito ortopedico.
Essa può essere Primaria, cioè si sviluppa spontaneamente, oppure Secondaria, cioè la degenerazione cartilaginea avviene in seguito a traumi articolari o patologie primitive.
I danni secondari a questa patologia, sono meniscali e cartilaginei. 
Le lesioni meniscali, che si manifestano dopo i 45 anni, senza eventi traumatici diretti, non sono che una delle manifestazioni del quadro artrosico. 
Infatti, con il passare del tempo, le fibre che costituiscono il menisco, vanno incontro a degenerazione e perdita di elasticità su cui le continue forze rotatorie e compressive esercitano notevoli stimoli irritativi, pertanto nel tempo queste piccole lesioni meniscali possono diventare vere e proprie meniscopatie, con tutti i caratteri del trauma acuto, blocco, gonfiore, dolore etc. cosicchè, dopo aver tentato terapie conservative, può esserci l'indicazione per essere trattate artroscopicamente, cercando di preservare il più possibile il menisco sano. 
Le lesioni della cartilagine sono sempre più frequenti.
Esse sono lesioni del tipo II III IV di Outerbridge, cioè vengono classificate in base alla degenerazione dello strato superficiale, dalla fibrillazione, alla perdita localizzata di sostanza cartilaginea. 
In questi casi è necessario effettuare alcune procedure artroscopiche, che prevedono la LEVIGATURA e l'ABRASIONE della zona interessata.
Infatti si tenta, spesso con grande successo, di creare un tessuto fibroso idoneo al carico, stimolando il tessuto proprio del paziente, cioè arrivando fino allo strato più profondo, se necessario.
Con questa tecnica si può dare grande beneficio, dopo 5 settimane di scarico dell'arto. 
Altre tecniche sono legate alla nuova tecnologia in grado di riprodurre e coltivare cellule di condrociti, che sono le cellule della cartilagine.
Con queste metodiche, si possono iniettare, dopo averli prelevati da cartilagine del paziente, e trattati in laboratori specializzati, i condrociti nella zona lesionata. 
Oppure inserire dei piccoli cilindretti di cartilagine nelle zone lesionate.
Queste tecniche sono ad oggi in pieno sviluppo, con prospettive molto interessanti. 

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