Legamenti: approfondimenti




LCA - Legamento Crociato Anteriore 

LCP - Legamento Crociato Posteriore


La frequenza delle lesioni del LCA, associata allo sviluppo delle tecniche artroscopiche, ha permesso di sviluppare una nuova filosofia al trattamento di questa patologia. 
Il LCA è posto tra tibia e femore (vedi ANATOMIA DEL GINOCCHIO), si inserisce in basso, sulla superficie prespinale del piatto tibiale, posteriormente all'inserzione del corno anteriore del menisco interno. 
Si dirige in alto, indietro e lateralmente fino a raggiungere la parte posteriore della faccia mediale del condilo femorale esterno.
Alcuni fasci si inseriscono più posteriormente sul femore, ciò è molto importante nella RICOSTRUZIONE, perché bisogna porre il trapianto molto posteriormente sul femore. 
Il LCP si inserisce in basso sulla superficie posteriore delle spine tibiali (vedi ANATOMIA DEL GINOCCHIO), si dirige quasi verticalmente, fino a raggiungere la parte anteriore della faccia laterale del condilo femorale interno. 
In caso di RICOSTRUZIONE il chirurgo deve tenere presente il suo decorso verticale. 

Diagnosi


Una lesione sospetta del LCA, pone problemi nella diagnosi in fase acuta in quanto, per la contrattura antalgica, non è possibile valutare l'instabilità.
In fase cronica l'obiettività è più chiara ed il supporto di esami strumentali, come TAC o RMN, permettono di definire la lesione, e quindi il successivo trattamento.
Le potenzialità di guarigione spontanea di un Legamento crociato, sono assai scarse, infatti la sua scarsa vascolarizzazione non permette una guarigione, cosicchè le tecniche di sutura sono state abbandonate. 
Oggi si tende a far cronicizzate una lesione legamentosa, quindi intervenire dopo un certo periodo di tempo, quando tutte le lesioni si sono stabilizzate.
In alcuni casi (Motivazioni sportive agonistiche, motivazioni biologiche od altro), è possibile intervenire in fase acuta, ma la filosofia attuale prevede un approccio chirurgico dopo aver eseguito un accurato bilancio di tutte le lesioni, in fase cronica. 

Il trattamento chirurgico


Alcune regole semplici prevedono il trattamento chirurgico:
  • Dal termine dell'accrescimento fino ai 35 anni
  • Dopo i 35 anni l'intervento è indicato dopo un'accurata valutazione delle aspettative nello sport e sul lavoro.
  • Dopo i 40 anni valutazione accurata delle aspettative durante l'attività quotidiana che, se risulta limitata, necessita di trattamento chirurgico.
A questo proposito ricordiamo che l'instabilità rotatoria residua del paziente che non si sottopone ad intervento chirurgico potrebbe causare danni anche alle cartilagini, con conseguente artrosi precoce. 
L'intervento chirurgico si esegue, oggi, prelevando il tratto medio del tendine rotuleo, oppure i due tendini semitendinoso e gracile. 
La tecnica è mini-invasiva, se condotta in mani esperte. 
Una volta prelevato il trapianto, si procede all'artroscopia, e, dopo aver trattato le lesioni associate (meniscali o cartilaginee), si inserisce per via artroscopica il neolegamento e lo si fissa tenacemente all'osso con vari materiali, quelli maggiormente utilizzati sono: viti ad interferenza in titanio, cambre metalliche, viti con rondelle, viti lunghe che permettono il passaggio a cavaliere del trapianto, piccoli bottoni di metallo. 
Queste tecniche, in associazione ad una moderna Riabilitazione, permettono un recupero allo sport entro 5 mesi dall'intervento.

Test Clinici


  • Jerk test, il medico flette il ginocchio a 60°, afferra e ruota la tibia internamente con una mano e con l'altra forza in valgismo il ginocchio, che viene gradatamente esteso fino a sentire a 20° uno scatto di riduzione della sublussazione.
  • Loose test è simile al precedente
  • Mc Intosh test, il medico ruota internamente la gamba con una mano e con l'altra applica sul polpaccio uno stress in valgo. 
    A 30° si avverte uno scatto.
  • Slocum test, a paziente sdraiato sul fianco sano, si forza in valgo quello malato ed a 30° si avverte allo stesso modo lo scatto di sublussazione.
  • Cassetto test, è un classico test che permette di saggiare a ginocchio flesso la stabilità antero-posteriore.
  • Lachmann test, è oggi il test più diffuso, prevede a ginocchio flesso a 15° una sollecitazione in antero-posteriore.

L'Intervento ai Legamenti


Accertamenti preoperatori:
Il paziente esegue gli esami preoperatori di routine. 
Decorso post-operatorio: 
Il paziente viene dimesso con ginocchiera Tutore articolata bloccata a 0° estensione e 90° di flessione. 
Carico immediato con stampelle. 
Alla quarta settimana rimozione del Tutore.
La Riabilitazione inizia dopo 7 giorni dall'intervento. 

Testi a cura del Dott. Pascale
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