Menisco: approfondimenti



Con il termine "Meniscopatia", si intende il complesso dei sintomi che fanno sospettare la presenza di lesioni acute o croniche di uno od entrambi i menischi.
Queste lesioni comprendono varie forme di traumatismi in seguito a:

  • Extrarotazione forzata della tibia a ginocchio semiflesso, sollecitato in valgismo con lesione del menisco interno
  • Intrarotazione forzata della tibia a ginocchio flesso, sollecitato in varismo con lesione del menisco esterno
  • Iperestensione brusca del ginocchio "Calcio a vuoto"
  • Distorsione importante con lesione delle formazioni capsulolegamentose

Oggi si ritiene che i menischi abbiano un ruolo molto importante nell'articolazione del ginocchio, pertanto si tenta di " salvarli " in tutti i modi.
Da un punto di vista anatomico, i menischi sono costituiti da tessuto fibrocartilagineo costituito da una trama di fibre collagene con cellule sparse.
Essi sono spessi alla periferia, si inseriscono tenacemente alla capsula articolare, e diventano più sottili verso il bordo libero articolare, fino ad appoggiarsi sulla superficie del piatto tibiale.
La vascolarizzazione è molto importante ed ha permesso lo studio delle tecniche di sutura del menisco.
Le arterie, che provengono dalle genicolate, irrorano il menisco alla sola periferia e tale irrorazione decresce alla porzione libera che appare avascolarizzata.
Queste recenti acquisizioni hanno permesso di capire che un menisco, se è leso alla periferia si può tentare di suturare, mentre al bordo libero, non essendo vascolarizzato, non si può salvare e quindi va asportato.
Il Menisco Mediale a differenza del Laterale, ha forma semicircolare, è più largo posteriormente, ed anteriormente è saldamente ancorato al piatto tibiale.
Al terzo medio è ancorato alla capsula più spessa, per la presenza del Legamento Collaterale Mediale.
Le sue lesioni più frequenti sono al corno posteriore.
Il Menisco esterno (Laterale), invece, ha una forma di C più chiusa ed ha delle connessioni con strutture importanti, come il tendine popliteo e la zona posteriore del legamento crociato posteriore.
Le sue lesioni frequenti sono al corno anteriore, meno saldo di quello mediale.
I menischi hanno un movimento durante la flesso-estensione del ginocchio.
I fattori che condizionano i movimenti sono attivi (connessioni con la rotula) e passivi (Condili femorali che spingono in avanti ed indietro i menischi).

Le funzioni dei menischi sono di:

  • Assorbimento delle forze di trasmissione del carico
  • Trasmissione e distribuzione dei carichi in flesso-estensione
  • Ruolo nella stabilità articolare
  • Partecipazione alla lubrificazione articolare

Pertanto, una meniscectomia totale del ginocchio potrebbe creare degli scompensi con diminuzione dell'area di contatto tra i condili ed i piatti tibiali, creando aumento dei gradienti pressori, che gradatamente porta ad una degenerazione della cartilagine articolare e quindi a fenomeni artrosici.
Ecco perché, se possibile, si asporta o si sutura la sola parte danneggiata.

Le lesioni più frequenti sono:

  • Longitudinali
  • Orizzontali
  • A Flap libero
  • Degenerazione del corno posteriore
  • A Manico di secchio

Sono stati descritti numerosi test clinici per le lesioni meniscali, essi mirano a riprodurre un asincronismo tra flessione ed estensione cercando di bloccare il frammento eventualmente rotto.
I più classici sono:

  • Mc Murray test, si esegue forzando il ginocchio in massima flessione, abduzione ed adduzione con rotazione.
    Questo test scopre lesioni longitudinali del menisco.
  • Apley grinding test, è una modifica del Mc Murray si esegue a ginocchio a 90°.
  • Ferrero test si esegue provocando una brusca estensione del ginocchio.
    Essa intrappola il menisco leso ed evoca dolore.
  • Test nella posizione quattro per il menisco esterno.

Tutti gli esami vanno eseguiti dopo aver valutato la stabilità articolare della capsula e dei legamenti.

 

DIAGNOSI DIFFERENZIALE

Esistono numerose patologie che possono simulare una lesione meniscale:

  • Corpi mobili articolari
  • Plica sinoviale
  • Sindromi rotulee
  • Artrosi post-traumatica
  • Sinovite
  • Patologie extrarticolari (Tendinite o altro)

In caso di dubbi, la RMN permette di valutare al meglio tutte le strutture articolari.

 

SEGNI E SINTOMI CHE IL PAZIENTE PUO' RILEVARE SI NO MAI
DOLORE
GONFIORE
BLOCCO ARTICOLARE
SENSAZIONE DI SCATTO
GINOCCHIO RIGIDO
DIFFICOLTA' NEL SALIRE LE SCALE
PROBLEMI NELLA CORSA
DOLORE NEL CAMBIO DI DIREZIONE
PROBLEMI NEL SALTARE
DOLORI NOTTURNI
PROBLEMI NELL' ACCOSCIARSI
DIFFICOLTA' NEL RIALZARSI
DOLORE NELL'ENTRARE IN AUTOMOBILE
DOLORE NELLO STARE SEDUTO
DOLORI IN TORSIONE
SENSAZIONE DI BRUCIORE

 

MENISCO INTERVENTO

Accertamenti preoperatori:
Il paziente esegue gli esami preoperatori di routine.

Decorso post-operatorio:
Il paziente viene dimesso con bendaggio elastico ed uso di stampelle con carico concesso.

Terapia medica.

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